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Garanzia assistenza: un aiuto concreto quando hai un problema in casa

Quando si acquista una polizza della casa, in realtà non si compra solo la tutela dai grandi eventi o il diritto all’indennizzo in caso di danni.

Si acquistano anche una serie di professionalità che ti possono aiutare in caso di sinistro semplificando notevolmente la sua gestione.

Non tutti hanno famigliarità con la gestione dei danni in casa propria o presso terzi, non tutti ne hanno avuto esperienza diretta e non tutti riescono a mantenere la calma e ad affrontare nel modo corretto l’evento.

Per evitare di andare in tilt e vedere compromesso o limitato il proprio diritto al risarcimento, è sempre bene inserire in polizza la garanzia “assistenza”.

Quella singola voce in realtà racchiude in sè molteplici prestazioni che la tua assicurazione deve fornirti.

Dalle più semplici, come avere a disposizione un numero verde per conoscere l’elenco degli artigiani della tua zona, fino all’invio di personale presso la tua abitazione per fronteggiare l’emergenza nell’immediatezza del suo accadimento, passando per il disbrigo di tutte le pratiche e di tutti gli oneri nei casi di sinistri più gravi, quelli in cui viene definitivamente compromessa l’abitabilità della tua casa.

Forse non ci hai mai pensato ma saresti in grado tu, in autonomia, di gestire tutto ciò che succede dopo un grave incendio?

Saresti in grado di organizzare in modo semplice e veloce alcuni aspetti della tua vita quotidiana come la gestione di figli e animali domestici nel caso la tua abituazione fosse improvvisamente inagibile?

Sapresti a chi rivolgerti per smaltire le macerie, interfacciarti con gli enti erogatori dei servizi di pubblica utilità, chiedere i permessi per ricostruire la casa?

L’assistenza della tua polizza casa serve a tutte queste cose e a molto altro ancora.

Non è possibile fare un elenco esaustivo.

Le diverse compagnie poi, nonostante tendenzialmente ricalchino lo stesso schema di base, differiscono leggermente nella qualità e quantità dei servizi offerti.

Ci sono però alcune cose comuni a tutte che sicuramente non sono al centro dei tuoi pensieri quando ti accingi a stipulare una polizza sulla casa ma che sicuramente apprezzeresti nel caso incappassi in un sinistro.

Ho provato a rielaborarle suddividendole in tre principali categorie, base, plus e top, in base alla loro importanza e alla frequenza con cui i miei clienti le hanno utilizzate.

Se rapportate al costo di questa garanzia, probabilmente 10 € annui o qualcosa del genere, è assurdo vedere ancora nel 2022 delle polizze della casa senza la garanzia assistenza.

Forse non tutti sanno che…

A prescindere dalle garanzie che sceglierai per la tua polizza della casa, ci sono alcuni consigli utili su come gestirla nel corso del tempo, che derivano da tanti anni di lavoro nel mondo assicurativo e che voglio condividere con te:

  • rivedi periodicamente assieme al tuo agente le garanzie ed i massimali inseriti in polizza. Avvisalo se hai fatto delle ristrutturazioni o hai comprato degli arredi nuovi che modificano in modo sensibile il valore della tua casa e del suo contenuto, affinchè possiate adeguare i massimali alla nuova situazione. Ricorda che in caso di sottoassicurazione scatta la regola proporzionale per la liquidazione dell’indennizzo
  • modifica la tua polizza se cambia la composizione della tua famiglia. La nascita di un figlio o l’arrivo di un animale domestico fanno aumentare i rischi cui sei esposto nei confronti degli altri, aumenta subito il massimale Responsabilità Civile Terzi
  • se assumi con regolare contratto un’aiutante in casa, anche solo per un paio di ore a settimana, modifica la tua polizza per coprire anche l’eventuale suo infortunio mentre presta servizio da te. L’INAIL infatti riconoscerebbe l’infortunio sul luogo di lavoro e le pagherebbe quanto le spetta ma poi potrebbe rivalersi su di te e chiederti parte dei soldi che deve dare al tuo collaboratore domestico. Si chiama rivalsa INAIL
  • ricorda di valutare bene di completare la polizza della casa con la garanzia tutela legale. Serve a rimborsarti delle spese sostenute per la difesa dei tuoi interessi in sede giudiziale ed extragiudiziale. È molto utile quando subisci o crei un danno a terzi, ti semplifica la gestione del sinistro delegandolo a professionisti.
  • controlla quali sono le “nuove coperture” che le varie compagnie offrono, per capire se può esserci qualcosa di utile per te e la tua famiglia. Ad esempio molte compagnie hanno inserito in polizza negli ultimi anni delle protezioni contro il cyberbullismo, contro il verificarsi di emergenze in casa, contro gli infortuni e la perdita d’impiego dell’assicurato, contro la morte dei genitori quando ci sono dei figli minorenni o disabili. Credo che aggiungere una protezione in più quando ci sono di mezzo dei bambini sia un atto di responsabilità nei loro confronti.

Ricorda inoltre che c’è una grossa differenza tra assicurazione a valore intero e assicurazione a primo rischio assoluto. Solitamente si usa la forma a primo rischio assoluto per le garanzie riguardanti il contenuto e quella a valore intero per il fabbricato, la struttura della casa. Attenzione ai valori che andrai ad inserire, soprattutto quando scegli il valore intero. Se inserisci un valore troppo basso rischi di non ricevere un indennizzo adeguato perchè incappi nella regola proporzionale. Ricordati di verificare periodicamente se i valori inseriti in polizza sono realmente adeguati alla tua situazione specifica.

Assicurazione a valore intero

Forma di assicurazione in cui la somma assicurata dei beni corrisponde al valore a nuovo della totalità dei beni stessi. Quando, al momento del sinistro, venga accertato un valore dei beni danneggiati superiore a quello dichiarato in polizza si applica la regola proporzionale e l’indennizzo ne risulta decurtato(art. 1907 Codice Civile). Ad esempio il valore dei beni è di 100.000€ ma li assicuro per 60.000€ in caso di distruzione totale dei beni il risarcimento sarà il 60% del massimale, cioè 36.000€.

Assicurazione a primo rischio assoluto

Forma di assicurazione in cui l’indennizzo viene corrisposto fino al massimale indicato in polizza, senza l’applicazione della regola proporzionale, a prescindere dal valore complessivo dei beni danneggiati.

Ad esempio il valore dei beni è di 100.000€ ma li assicuro per 60.000€ in caso di distruzione totale dei beni il risarcimento sarà di 60.000€.

È la forma più favorevole all’assicurato, con un costo leggermente più alto ma con una decisa semplificazione del processo di valutazione dei beni in sede di perizia.

Come assicurare la propria abitazione?

In generale, a prescindere dalla tipologia di casa e dall’uso che ne fai, la protezione contro il rischio di incendio e scoppio è sicuramente la più importante per la tutela della propria abitazione dai danni che può subire.

Soprattutto perchè incendio e scoppio sono i due eventi più dirompenti, quelli che potrebbero distruggere completamente in pochi istanti la tua abitazione.

Non è però l’unica garanzia da valutare quando si stipula una polizza sulla casa. Ce ne sono molte altre.

Principalmente quattro:

  • danni d’acqua
  • fenomeni elettrici
  • eventi atmosferici
  • eventi catastrofali

La copertura per i danni d’acqua non va confusa con la protezione dai danni ai tuoi vicini di casa causati dall’acqua che fuoriesce dal tuo appartamento.

Quella rientra nella generica voce “responsabilità civile verso terzi”.

Danni d’acqua è invece la specifica garanzia che ti permette di tutelare i TUOI beni dai danni provocati dalla fuoriuscita d’acqua da impianti e condutture a seguito di rottura degli stessi.

Prova a pensare al classico esempio della rottura di un tubo dello scarico della doccia.

L’acqua, oltre a filtrare verso il basso e negli altri appartamenti, si propaga anche all’interno di casa tua, bagnando mobili, muri, tappeti, moquette, parquet e tutto ciò che incontra mentre scorre.

Se quelle cose vengono danneggiate, l’assicurazione ti risarcirà.

Risarcirà anche, se inserita in polizza la relativa clausola, il danno derivante da gelo, utile soprattutto per chi vive in zone molto fredde o in case con giardino.

Da ultimo, e sempre che tu abbia selezionato anche questa clausola, risarcirà anche la spesa sostenuta per ricercare l’origine della perdita, rompere il muro, sostituire la parte danneggiata dell’impianto e ripristinare il muro.

Attenzione come sempre alle esclusioni, per evitare spiacevoli sorprese in caso di sinistro. In linea di massima anche per questa garanzia vige la piena operatività se gli impianti sono manutenuti correttamente e se sono in buono stato.

La garanzia fenomeno elettrico assicura i danni ad impianti ed apparecchi elettrici ed elettronici causati da scariche elettriche, correnti e corto circuiti generati da qualsiasi causa.

È una garanzia che opera a primo rischio assoluto, quindi senza l’applicazione della regola proporzionale, e che prevede sempre una franchigia, che è la parte di danno che non viene rimborsata dall’assicurazione. Solitamente tra i 150 ed i 300€, dipende dalla scelta fatta dal cliente.

A cosa serve concretamente?

L’esempio classico è quello di uno sbalzo di corrente, magari originato da un fulmine, che brucia il pc portatile che in quel momento era sotto carica oppure la scheda elettronica di frigo, tv o lavatrice.

Quella copertura, assieme alla garanzia assistenza che è sempre bene inserire in polizza, ti permette di proteggerti al meglio contro quelle evenienze.

Attenzione però alla qualità e alla manutenzione degli impianti.

Se il perito verifica che gli impianti non sono a norma o non sono manutenuti correttamente rischi di non ottenere il risarcimento del danno.

Da condizioni di polizza sono infatti esclusi i danni dovuti a “difetti dei materiali e di costruzione, usura, manomissione o manutenzione insufficiente”.

Di base sono esclusi anche i danni ai pannelli solari e fotovoltaici ma puoi sempre richiedere l’inserimento in polizza della specifica garanzia e, con un piccolo sovrappremio, proteggerli dai danni legati alle scariche di corrente e simili.

Cosa copre invece la garanzia fenomeni atmosferici?

Anche in questo caso bisognerebbe fare dei distinguo tra le varie compagnie perchè ognuna offre diverse opzioni di protezione, più o meno complete.

La base per tutte rimane comunque la protezione dei danni alle cose assicurate causati da: grandine, tempesta, trombe d’aria, vento e cose da esso trasportate.

Ad esempio il ramo di un albero che si spacca o un pezzo di una tettoia che viene divelto dal vento forte e sbattuto contro casa tua. Oppure una grandinata che lascia le tapparelle piene di buchi.

Sembrano situazioni poco frequenti ma prova a pensare a quante volte senti al telegiornale la notizia di danni ingenti causati da vento e grandine.

Di sicuro i cambiamenti climatici in atto non aiutano.

Saranno sempre più frequenti questi episodi.

Meglio proteggersi adeguatamente. Soprattutto per chi vive o è proprietario di una villa a schiera o di una casa isolata.

Soprattutto in montagna, dato che la garanzia eventi atmosferici copre anche i danni causati dal sovraccarico di neve sui tetti.

Quanto ti costerebbe ricostruire il tetto della tua casa di montagna se fosse seriamente danneggiato da una nevicata di portata straordinaria? Meglio pagare qualche euro in più di premio ed aggiungere questa garanzia in polizza.

Anche vivere in condominio ti espone al rischio di subire danni da evento atmosferico.

La struttura del palazzo potrà anche essere assicurata con una polizza ad hoc ma che succede al tuo contenuto, ai tuoi mobili?

La polizza condominiale non li tutela, la garanzia eventi atmosferici della tua polizza della casa invece si.

Può sembrare abbastanza remota come possibilità ma succede spesso, molto più di quanto si possa immaginare, che le forti piogge provochino delle rotture nei tetti o nelle pareti e l’acqua penetri rovinando i mobili, i tappeti e tutto ciò che è in casa. Magari entrando dai lucernai.

Acqua che può entrare anche a seguito di inondazione e alluvione, due fattispecie previste nella garanzia eventi catastrofali.

Ancora una volta questa copertura è utile soprattutto per chi ha una casa isolata, magari vicina ad un corso d’acqua, ma non è da escludere a priori neanche per chi vive in un palazzo in città.

Può capitare infatti che una pioggia abbondante provochi l’allagamento di cantine, box e parcheggi.

Senza questa garanzia i relativi danni resterebbero a tuo carico.

Eventi catastrofali che non si limitano solo al caso di alluvione e inondazione ma coprono anche i danni derivanti da terremoto.

Vedere crollare in pochi secondi la propria casa è un’esperienza che per fortuna capita a poche persone ma quelle persone si ritrovano all’improvviso senza un posto dove andare e con un grosso problema economico nel dover tirare fuori i soldi necessari a ricostruire quella casa o comprarne un’altra nuova e riarredarla. E non tutti li hanno.

Gli esempi sono molteplici. Ci sono ancora un sacco di persone che vivono nelle case prefabbricate, arrangiate alla meglio, dopo i terremoti di L’Aquila del 2009 o di Amatrice del 2016.

Se avessero avuto la polizza della casa con la garanzia eventi catastrofali tutte quelle persone avrebbero ricevuto l’indennizzo da parte della loro assicurazione ed ora vivrebbero in una nuova casa, senza dipendere dalle lungaggini dello Stato.

Anche demolire i resti di casa, smaltire il materiale residuo, riprogettare l’abitazione e rifare i documenti sono spese che possono essere rimborsate dalla garanzia terremoto. Potrebbe trattarsi anche di parecchie migliaia di euro, dipende dalla grandezza e della tipologia di casa.

Come proteggere il reddito di chi non ha una busta paga

Lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati.

Esiste anche una quarta categoria di persone che nessuno prende mai in considerazione e per le quali è utile approfondire il tema della tutela infortunistica.

Si tratta di quella vasta platea di persone che svolge un lavoro per il quale è ancora aperto un forte dibattito politico su inquadramento, tutela e pensione. Si tratta di tutti coloro che “svolgono in via esclusiva, gratuitamente, e senza vincolo di subordinazione, lavoro domestico per la cura dei componenti della propria famiglia e dell’ambiente in cui dimorano e per i loro superstiti“.

In altre parole, le casalinghe.

Anche loro hanno diritto ad avere delle prestazioni da parte dello Stato in caso di infortunio. Il tutto ovviamente a patto che siano in regola con il pagamento del premio o di aver presentato l’autocertificazione di esonero nei casi previsti dalla legge.

Spesso si tende a non dare un valore economico all’attività svolta da queste persone perchè non esiste una vera e propria busta paga. È difficile dire quanti soldi apportano al bilancio famigliare con il loro lavoro. La situazione più frequente ancora oggi è quella della moglie che si prende cura della casa, dei figli, spesso supporta anche il proprio marito nello svolgimento del suo lavoro. O di chi si dedica 24 ore al giorno alla cura della casa semplicemente perchè lo stipendio del partner è sufficiente per mantenere tutta la famiglia.

È sbagliato però pensare che non avendo delle entrate da lavoro la casalinga non produca reddito. Basta vederla da una prospettiva diversa, al contrario. Se anche questa persona avesse un lavoro che la impegna tutto il giorno, chi gestirebbe la famiglia, i figli e la casa? Con quali costi?

Almeno quelli necessari per avere una colf, pagare la tata che si occupi dei figli e via dicendo.

Allora non è difficile arrivare alla conclusione che anche la casalinga concorre alla formazione del reddito famigliare con il proprio lavoro.

Dato che, come sempre ribadisco, l’obiettivo primario di una polizza infortuni è tutelare la capacità di produrre reddito di un individuo, bisogna uscire dal classico schema che porta a pensare che solo chi è titolare di busta paga o emette fatture debba avere l’assicurazione infortuni e allargare il discorso a tutta la famiglia.

Anche se non sono portatrici dirette di reddito le casalinghe possono incidere molto sul bilancio famigliare in caso di grave invalidità.

Delle due l’una. O il partner, in caso di grave problema di salute della casalinga, limita il proprio lavoro per potersi dedicare anche alle faccende domestiche, solitamente riducendo i propri guadagni, oppure continua a lavorare ma utilizza parte del proprio stipendio per farsi aiutare da qualcuno nella gestione della famiglia.

Ad ogni modo, dal punto di vista economico, si fa sentire anche il peso dell’invalidità della casalinga.

Allora è utile capire fino a che punto queste “figure professionali“ abbiano delle tutele statali e quali siano le aree di scopertura e capire come fare per colmare queste lacune.

Esiste già da circa vent’anni una cornice normativa che fissa alcuni riferimenti per le casalinghe e la loro tutela economica a seguito di infortunio.

Si tratta della legge 493 del 1999 (e successivi decreti ministeriali) che introduce e definisce il concetto di infortunio in ambito domestico e che traccia una sommaria panoramica delle tutele INAIL per le casalinghe.

Innanzitutto viene sancito l’obbligo per le casalinghe di pagare il premio assicurativo annuo per la protezione infortuni. Inoltre viene definito il premio annuo per tale protezione. A partire dal 2019, ammonta a 24,00 €. Nota bene questo passaggio. Tutte le casalinghe sono obbligate per legge a pagare il premio assicurativo per avere diritto a delle prestazioni da parte dell’INAIL in caso di infortunio domestico.

Sicuramente ti farà piacere vedere che si tratta di pochi euro. Il rovescio della medaglia però è che a fronte di ciò le tutele sono molto basse, non tali da poterti far dormire sonni tranquilli pensando di aver risolto così il problema di affrontare le conseguenze economiche di un infortunio, soprattutto se grave.

Sono esonerati dal suo pagamento, ma comunque coperti dall’assicurazione, solo i soggetti che, come recita il Decreto 15/09/2000 del Ministero del Lavoro, soddisfano entrambi i requisiti sotto indicati:

  • Sono titolari di reddito lordo ai fini IRPEF non superiore a 4.648,11 € annui
  • Appartengono ad un nucleo famigliare il cui reddito complessivo lordo ai fini IRPEF non sia superiore a 9.296,22 €

Per questi soggetti è sufficiente, ai fini della copertura assicurativa, la presentazione all’INAIL di domanda comprensiva di dichiarazione sostitutiva attestante la sussistenza dei requisiti reddituali.

Parlando di premio è utile ricordare un’altra cosa. Per gli infortuni in ambito domestico non vige, come per i lavoratori dipendenti, il principio di automaticità della prestazione. Solo il pagamento del premio da parte della persona interessata, o l’autocertificazione per l’esonero del pagamento del premio, danno diritto al riconoscimento delle prestazioni. In altre parole chi non paga il premio assicurativo non ha diritto alle prestazioni previste.

Ma cos’è un infortunio in ambito domestico?

Stando alle disposizioni di legge, l’infortunio è da considerarsi in ambito domestico se relativo alle attività finalizzate alle cure della propria famiglia e dell’ambiente in cui si dimora. Ambiente che non è solo quello all’interno delle quattro mura che chiamiamo casa, ma anche ad es. le parti comuni dei condomini e il luogo dove si trascorrono le vacanze, purchè sul territorio nazionale.

Viene escluso dalla tutela INAIL tutto ciò che non è relativo ad un rischio legato al lavoro domestico e vengono invece inclusi gli infortuni subiti in relazione alla cura degli animali domestici ed i piccoli lavori di manutenzione, il “fai da te“ per intenderci.

Fatta questa necessaria premessa ti pongo una domanda.

Sai di che prestazioni stiamo parlando? Prestazioni non troppo generose.

Più nello specifico, per chi è rimasto invalido per infortunio subìto a partire dal 2019, si tratta di una di queste prestazioni:

  1. Rendita ai superstiti, assegno funerario e beneficio una tantum in caso di morte
  2. Assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita
  3. Rendita diretta per inabilità permanente ma solo se tale inabilità sia di grado pari o superiore al 16%
  4. Prestazione una tantum pari a 337,41€ nei casi di inabilità temporanea compresa tra il 6% ed il 15%

Ho voluto mettere alla fine dell’elenco i due casi a mio avviso più brutti, passami il termine. E dico brutti per un semplice motivo. Gli ultimi due punti dell’elenco precedente dovrebbero farti capire al volo una cosa molto importante.

Cioè il fatto che gli indennizzi siano molto più bassi di quelli percepiti da un lavoratore impiegato ad es. in fabbrica o in qualche ufficio pubblico o privato, di una piccola azienda come di una grossa multinazionale. Soprattutto per le invalidità più basse.

Si vuole far passare il concetto che quello delle casalinghe sia un vero e proprio lavoro, tanto che si fa pagare loro un premio per l’iscrizione obbligatoria all’assicurazione INAIL ma poi nel momento del bisogno vengono trattate come lavoratrici di serie B.

La cosa che accomuna la nostra casalinga al lavoratore dipendente è solo il fatto che non è previsto nessun indennizzo sotto il 6% di inabilità. Entrambi esclusi da una qualsiasi forma di tutela pubblica.

Per il resto le differenze sono sostanziali.

Ad esempio la rendita massima previste per le casalinghe è di 1.454,08€ al mese, a fronte di un’inabilità del 100%. Come può vivere dignitosamente una casalinga con così pochi soldi ed una inabilità così grave? Ad esempio essere cieca, tetraplegica, allettata e bisognosa di assistenza h24.

Non va meglio a chi subisce infortuni meno gravi giacchè la rendita si riduce, proporzionalmente al grado di inabilità, fino a 119,23€ al mese per inabilità accertata del 16%.

Ancora peggio in caso di morte. In quel caso è prevista l’erogazione di una rendita ai superstiti di massimo 1.454,08€ al mese e di un importo una tantum di 11.612,92€. A prescindere dalla situazione debitoria, patrimoniale e lavorativa della famiglia e dal numero di figli.

Avere un indennizzo non è comunque così automatico perchè oltre al danno fisico devono essere soddisfatte anche altri requisiti. L’assicurato deve:

  1. Avere un’età compresa tra i 18 ed i 67 anni. Tale limite di età è stato alzato a partire dal 01/01/2019. Prima l’età massima era di 65 anni.
  2. Non svolgere altra attività per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad un altro ente o cassa previdenziale.
  3. Avere subito un infortunio da cui sia derivata la morte o una inabilità permanente almeno pari al 6%.
  4. Essere in regola con il pagamento del premio.

Quindi, come avrai capito, anche la situazione di una casalinga merita un’adeguata integrazione delle protezioni statali.

Anche per loro è utile avere una polizza infortuni che le copra lungo tutta la giornata.

E come al solito, il punto di partenza è realizzare un’attenta analisi famigliare e reddituale prima di procedere alla stipula di una polizza infortuni.

Ci sono altri dettagli che non ho inserito in questo articolo ma che potrai scoprire nel corso di una consulenza privata con me. Contattami per fissare un appuntamento.