Dopo aver stipulato una polizza infortuni o una polizza auto può capitare di dover aprire un sinistro. Come fare? A chi rivolgersi? Come ottenere il massimo dalla propria assicurazione senza impazzire e senza aspettare mesi e mesi?
Per dare risposta a questi ed altri quesiti ho attivato una collaborazione con uno studio legale specializzato in sinistri assicurativi, con l’appoggio di un’associazione di consulenti di infortunistica stradale, con sede a Milano.
In questo modo ti basterà delegare le gestione del sinistro allo studio legale e non dovrai più pensare ad altro, nemmeno a pagarne la parcella se sei il danneggiato. Penseranno a tutto loro. Io ti aiuterò nell’apertura della pratica e nelle prime fasi, lasciando poi spazio ai legali.
In questo modo otterrai un duplice vantaggio: gli indennizzi saranno mediamente più elevati ed i tempi per ottenerli si accorceranno.
Se le bollette di luce e gas sono un problema, per la tua utenza privata o per la tua attività commerciale, puoi richiedermi una consulenza gratuita per la valutazione della tua situazione e per ricevere delle offerte comparative.
Grazie alla collaborazione con una delle principali associazioni a tutela dei consumatori, avrai a disposizione un team di esperti in grado di aiutarti con:
analisi dei costi delle bollette, per capire se puoi risparmiare
switch, per gestire il passaggio ad un nuovo operatore
volture, per cambiare l’intestazione della bolletta in pochissimi giorni
allacci e subentri, per la gestione di tutte le pratiche necessarie per l’attivazione di un nuovo impianto
Inoltre potrai avvalerti di un team di esperti in ambito efficientamento energetico e realizzazione di impianti fotovoltaici
Se stai leggendo questo articolo significa che anche tu fai parte di quella larga fetta di Italiani interessati la tema della salute.
Probabilmente ti stai attivamente informando su come poter superare i problemi della sanità pubblica: liste d’attesa infinite, livello scadente dei servizi, mancanza di personale qualificato, impossibilità di scegliere dove e da chi farti curare e soprattutto necessità di pagare di tasca tua le spese legate a visite, accertamenti, esami, cure, fisioterapie, ecc.
I dati ufficiali, pubblicati dall’ ISTAT, dicono che anche nel 2023 la spesa privata è aumentata sensibilmente. +10,5% rispetto all’anno precedente.
Quasi quattro miliardi e mezzo di euro in più spesi dagli Italiani in 12 mesi per curarsi o per fare gli esami necessari per prevenzione e per indagare eventuali malattie prima che sia troppo tardi…
Il tutto mentre lo Stato taglia per l’ennesima volta i fondi destinati alla sanità pubblica, la cui spesa nel 2023 si è ridotta dello 0,1% rispetto al 2022.
Ormai non esiste più la sanità gratuita per tutti. Il sistema sta diventando sempre più misto: da un lato le prestazioni essenziali comunque garantite dal Sistema Sanitario Nazionale, dall’altro l’intervento privato, che si realizza tramite il pagamento da parte del singolo cittadino delle prestazioni di cui ha bisogno. Spesso affrontando spese costose: per una risonanza magnetica si può arrivare anche a 600€, una visita ginecologica può costare 200€, una gastroscopia addirittura 800€. Non tutti possono permettersi di spendere quelle cifre e molti purtroppo rinunciano a curarsi.
Come fare allora per tutelare adeguatamente la propria salute senza correre il rischio di dissanguarsi economicamente?
Basta sottoscrivere un piano sanitario con una compagnia assicurativa o con una mutua sanitaria.
Entrambe hanno un funzionamento molto simile perchè ti permettono di ottenere:
una diaria in caso di ricovero ospedaliero, per malattia o infortunio
il rimborso delle spese effettuate per accertamenti, visite specialistiche ed esami, a prescindere da eventuali ricoveri e a prescindere dall’esistenza o meno di una malattia
il pagamento delle spese legate a ricoveri e interventi chirurgici, anche in day hospital o ambulatoriali
check up annuali di prevenzione e servizio di assistenza
il rimborso del ticket per prestazioni effettuate tramite SSN
Sottoscrivendo il piano o la polizza non ti porrai più domande come “chissà quanto mi costa quella visita?” “ chissà quanto ci vorrà per fare quell’esame?”. Sarà tutto a carico della tua compagnia, franchigie escluse, e vedrai quasi azzerati i tempi d’attesa per le prestazioni di cui necessiti.
Di fatto si torna al concetto iniziale: integrare la sanità pubblica con quella privata, per sopperire alle mancanze della prima con i servizi della seconda.
La vera grossa differenza non è tra le polizze delle diverse compagnie ma tra polizze emesse da compagnie assicurative e piani sanitari emessi da società mutualistiche.
Le mutue infatti ti permettono di beneficiare di alcuni grossi vantaggi rispetto alle classiche soluzioni assicurative:
detraibilità al 19% del piano, fino ad un massimo di 1.300€
nessun limite di età, nessuna scadenza di polizza. Mediamente le compagnie assicurative ti permettono di assicurarti fino a 80 anni e poi si chiude la polizza, proprio nel momento in cui è più probabile averne bisogno
premi che rimangono costanti per tutta la vita invece di aumentare di anno in anno come quelli delle polizze sanitarie
possibilità di proteggersi anche per le malattie pregresse. Le compagnie assicurative tendono invece a non assicurare chi ha già avuto patologie o ad assicurarlo escludendo le patologie pregresse.
Di contro le compagnie assicurative generalmente presentano delle soluzioni con massimali più alti e una maggiore capillarità di strutture convenzionate per l’erogazione delle prestazioni.
Non esiste la soluzione migliore per tutti, sta a te scegliere in base al livello di copertura che vuoi ottenere, ai massimali e alle garanzie che vuoi acquistare, e alla tua situazione personale e famigliare: età dei soggetti da tutelare, eventuali patologie in essere, orizzonte temporale e budget di spesa annua.
Ogni giorno leggiamo sul web notizie di cronaca nera: incidenti stradali mortali, decessi sul lavoro, storie di persone malate che ci lasciano dopo una lunga agonia e molto altro ancora.
Tra di loro ci sarà sicuramente qualche padre/madre di famiglia che ha lasciato dei bimbi piccoli, ci sarà qualche anziano che aiutava figli e nipoti con la propria pensione, ci sarà qualche single che cresceva da solo i propri figli, qualche imprenditore con la moglie casalinga che tirava avanti faticosamente la propria azienda, qualcuno che nei momenti liberi si dedicava al volontariato contribuendo col proprio tempo ed il proprio denaro a qualche causa da lui ritenuta meritevole di interesse o che lo appassionava.
Sono tante le sfaccettature ma tutti i deceduti hanno una caratteristica in comune: hanno tutti lasciato degli amici, dei parenti e dei famigliari, impattando sulle loro vite a livello economico.
Le loro famiglie, senza il contributo economico di chi è deceduto, avranno la possibilità di mantenere lo stesso tenore di vita di prima? Il coniuge rimasto solo a crescere i figli, potrà col proprio stipendio mantenerli e garantirgli tutto quello che aveva pianificato assieme al partner? La casalinga che all’improvviso si ritrova ad avere solo la pensione di reversibilità del marito come fonte di sostentamento, potrà continuare a vivere come prima? Le aziende a cui viene a mancare un socio, come gestiranno la liquidazione della sua quota agli eredi?
Sono tutte situazioni che potrebbero essere affrontate molto più serenamente stipulando la polizza TCM (Temporanea Caso Morte).
Purtroppo però, vuoi per superstizione, vuoi per mancanza di informazioni adeguate, vuoi perchè noi professionisti del settore non sempre la proponiamo, sono molto pochi quelli che si assicurano per il caso morte. O come sarebbe meglio dire, contro le conseguenze economiche della morte. Nessuno infatti può evitare il decesso, tutti però possono (e avrebbero il dovere morale…) di tutelare i propri eredi dalle conseguenze economiche del decesso.
Affidarsi allo Stato sperando che si prenda carico dei propri cari con la reversibilità, non è una scelta saggia…meglio affrontare e risolvere il problema in prima persona. Come dice sempre un grande assicuratore con cui collaboro…stipulare una polizza TCM è un atto d’amore verso i propri cari.
Come funziona la polizza TCM?
Di tutte le polizze assicurative esistenti è forse la più facile da spiegare e da capire.
Il contraente paga il premio di polizza e, se si verifica il decesso dell’assicurato durante il periodo di validità della polizza, la compagnia assicurativa liquida ai beneficiari il capitale indicato in polizza. Se non si verifica il decesso i premi annuali rimangono acquisiti dalla compagnia.
Ho usato volontariamente i tre termini che trovi anche sul contratto di polizza: contraente, assicurato e beneficiari. Possono essere anche tre figure distinte.
Il contraente è colui che stipula e gestisce la polizza, in primis ne paga il premio e beneficia della detrazione fiscale. La polizza TCM è infatti detraibile al 19%, fino al limite di 530€ annui.
L’assicurato è il soggetto la cui vita è assicurata. L’unico soggetto che non può mai essere modificato all’interno della polizza.
È anche il soggetto per il quale viene richiesta la compilazione del questionario sanitario, per valutarne l’assicurabilità o meno. Tutte le compagnie infatti concedono la sottoscrizione della TCM solo alle persone sane o con lievi problemi di salute. Chi ha delle patologie importanti o ne ha avute in passato, non è più assicurabile. Così come non sono assicurabili i soggetti che hanno più di una certa età al momento della stipula, solitamente 65 o 70 anni.
Ecco due valide ragioni per assicurarsi da giovani: si rispettano i limiti assuntivi e, cosa fondamentale, le condizioni di salute sono buone e permettono di sottoscrivere la polizza.
I beneficiari sono i soggetti che incassano i soldi. Possono essere anche più di uno e non devono essere necessariamente parenti dell’assicurato. Potrebbero essere l’amante, un amico, un soggetto che per qualche motivo dipende economicamente dall’assicurato, un’ente o un’associazione. Attenzione quindi ad indicarli correttamente in polizza. Inserire la dicitura generica “eredi legittimi” implica che la liquidazione della TCM segue le regole generali della successione e potrebbe non essere questo il desiderio del defunto. Meglio indicare nome e cognome dei beneficiari e percentuale del capitale assicurato da liquidare ad ogni singolo soggetto.
Chi dovrebbe stipulare la polizza TCM?
Posto che la risposta più immediata è “chiunque dovrebbe assicurarsi per il caso morte”, ci sono alcune persone che dovrebbero sentirsi quasi in obbligo di assicurarsi.
Penso soprattutto alle persone che hanno famiglia e figli e sono gli unici portatori di reddito in casa. Il classico esempio del professionista che lavora tutto il giorno e della moglie casalinga. Senza il reddito del marito e con la sola reversibilità, il partner si troverebbe a dover tirare avanti con circa la metà dei soldi che era abituata a gestire. Vale anche il discorso inverso. Se venisse a mancare la casalinga, anche il lavoratore si troverebbe in difficoltà. Delle due l’una: o si fa aiutare da una colf, che va pagata, con la gestione di casa e bambini, oppure riduce le ore di lavoro per occuparsene in prima persona, sacrificando così parte del fatturato.
Anche il lavoro in casa ha un suo valore economico ma spesso questa cosa non viene debitamente considerata. Si pensa che debba essere tutelato solo chi fattura o ha un reddito.
Molto simile a questa è la situazione di chi, pur non essendo l’unico portatore di reddito, ne è comunque il principale contribuente, magari perchè il partner lavora part time o perchè ha uno stipendio al di sopra della media. Senza il suo apporto, le entrate di quella famiglia calerebbero vistosamente.
Non solo le famiglie, anche le aziende vanno tutelate con una polizza per il caso morte. Soprattutto i soci devono tutelarsi tra di loro per dotarsi del capitale per liquidare gli eredi del socio defunto, se questi non volessero subentrare al defunto nella gestione della società. Molte volte le aziende vanno in difficoltà finanziaria proprio per gestire eventi come questo, il più delle volte improvvisi ed imprevisti, che non lasciano il tempo di organizzarsi. Meglio assicurarsi e sapere di avere a disposizione il capitale fornito dall’assicurazione per gestire un momento così delicato.
Stesso principio per chi partecipa, soprattutto economicamente, alla gestione di associazioni di volontariato. Anche in quel caso la polizza TCM può essere utile per far sì che l’associazione possa continuare l’attività anche dopo la propria morte.
Quanto costa la polizza TCM?
Una delle domande più frequenti che mi vengono fatte è, giustamente, “quanto costa la polizza?”
Purtroppo è una domanda a cui non si può dare una risposta precisa senza prima aver fatto una consulenza personalizzata a chi la richiede.
La polizza TCM dipende infatti da diversi parametri: età dell’assicurato al momento della stipula, lunghezza del periodo in cui si vuole essere assicurati, capitale assicurato, e professione dell’assicurato.
Anche il fatto di fumare o meno incide sul premio, che sarà più alto per i fumatori. Così come sarà più alto per chi fa lavori pericolosi. Crescerà in maniera proporzionale anche in base all’età al momento della sottoscrizione. Ecco perchè il consiglio è quello di stipulare la polizza TCM da giovani. Il premio è più basso e rimane costante per tutta la durata di validità della polizza.
Informati presso il tuo agente per avere maggiori dettagli sulla polizza TCM. Va bene pensare positivo, usare la scaramanzia, comprare il cornino rosso o l’amuleto porta fortuna, ma una polizza assicurativa è l’unica cosa che sicuramente tutela i tuoi cari in caso di morte.
Tutti noi abbiamo la certezza che moriremo, ma non sappiamo quando. Se la morte giungesse improvvisa non avremmo nemmeno il tempo di sistemare le questioni economiche e patrimoniali per lasciare al sicuro i nostri eredi. Bisogna pensarci prima. Bisogna pensarci da vivi. Attraverso la polizza TCM.